il parere della redazione sulla crisi economica

Crisi economica: la semplice ricetta per uscirne

 

Da quasi dieci anni stiamo vivendo la peggiore crisi dopo quella del ’29, la quale come sappiamo distrusse l’economia americana prima e quella mondiale a seguire, che sfociò poi nella seconda guerra mondiale, un’apocalisse!

 

L’attuale crisi economica secondo analisti finanziari e sociali è almeno 100 volte più grande, si stima che il mercato finanziario ha messo in circolo nelle varie borse mondiali titoli e derivati per almeno cento volte il PIL mondiale che è già di oltre 70.000 miliardi di dollari, moltiplicato per 100 si raggiungono cifre incomprensibili anche per la calcolatrice.

 

L’ingerenza della speculazione finanziaria è alla base della crisi attuale, peggiore e mai vista prima sulla faccia della Terra. Eppure ci sono ancora speranze per risolverla o quanto meno per ridurne gli effetti puntando verso un’uscita molto più morbida e proficua.

 

I primi passi per uscire dalla crisi

 

Una delle primissime cose da fare per scrollarsi di dosso la crisi economia iniziata 10 anni fa, è quella di privatizzare le grandi banche nazionali e congelare il debito degli stati, i grandi creditori/speculatori mangeranno lo stesso anche senza gli interessi che costano sangue e sudore a milioni di persone.

 

Il secondo step è di avviare una riforma vera di nuova tassazione incentivante per le piccole e medie imprese che intercetti anche i grandi capitali esteri sotto forma d’investimenti in impianti industriali e logistici, una tassazione ottimale non dovrebbe superare il 15% per vederne davvero gli effetti a brevissimo termine. Ricetta adottata con successo da alcuni paesi, ad esempio l’Irlanda, ma anche altri paesi dell’area balcanica, come la Croazia, Montenegro e Albania.

 

Infine la ricetta deve comprendere anche lo sviluppo di infrastrutture nazionali, come strade, acquedotti e tutti quei servizi che nonostante le privatizzazioni totali o parziali che dovevano garantire efficienza, in effetti, hanno garantito solo ruberie e dissesti, quindi lo Stato deve riprendersi quanto gli è sempre appartenuto e investire per rendere le infrastrutture efficienti, questo vuol dire miliardi d’investimenti, ma anche molta occupazione e miliardi in circolo nell’economia reale!

 

La politica frena contro gli interessi del paese!

 

Perché non avviene tutto questo? La domanda è nella stessa risposta, chi dovrebbe legiferare in tal senso non ha un mandato legittimato dal voto popolare, ma sono solo referenti di lobby industriali e finanziarie, non fanno politiche per favorire il paese e quindi gli italiani, ma solo per favorire i padroni che li hanno messi sulle comode poltrone e a noi imposti!

 

L’Italia per uscire dalla crisi deve attuare politiche keynesiane, cosa che può fare solo un esecutivo legittimato dal voto e con pieni poteri, per tanto quest’aspettativa sarà difficile vederla realizzarsi, comunque proseguendo su questa china, entro non molto ne sentiremo gli effetti devastanti della deflagrazione, per cui occorre quantomeno mettersi al riparo.

 

Abbiamo ancora qualche speranza, ma la potenza di fuoco mediatico di chi ha il potere è la stessa di chi trae maggiori vantaggi da questa crisi, quindi se non ci sarà una forza politica in grado avere un pieno appoggio popolare sarà difficile sperare in un cambiamento!

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