il parere della redazione sulla crisi economica

Crisi economica: la semplice ricetta per uscirne

 

Da quasi dieci anni stiamo vivendo la peggiore crisi dopo quella del ’29, la quale come sappiamo distrusse l’economia americana prima e quella mondiale a seguire, che sfociò poi nella seconda guerra mondiale, un’apocalisse!

 

L’attuale crisi economica secondo analisti finanziari e sociali è almeno 100 volte più grande, si stima che il mercato finanziario ha messo in circolo nelle varie borse mondiali titoli e derivati per almeno cento volte il PIL mondiale che è già di oltre 70.000 miliardi di dollari, moltiplicato per 100 si raggiungono cifre incomprensibili anche per la calcolatrice.

 

L’ingerenza della speculazione finanziaria è alla base della crisi attuale, peggiore e mai vista prima sulla faccia della Terra. Eppure ci sono ancora speranze per risolverla o quanto meno per ridurne gli effetti puntando verso un’uscita molto più morbida e proficua.

 

I primi passi per uscire dalla crisi

 

Una delle primissime cose da fare per scrollarsi di dosso la crisi economia iniziata 10 anni fa, è quella di privatizzare le grandi banche nazionali e congelare il debito degli stati, i grandi creditori/speculatori mangeranno lo stesso anche senza gli interessi che costano sangue e sudore a milioni di persone.

 

Il secondo step è di avviare una riforma vera di nuova tassazione incentivante per le piccole e medie imprese che intercetti anche i grandi capitali esteri sotto forma d’investimenti in impianti industriali e logistici, una tassazione ottimale non dovrebbe superare il 15% per vederne davvero gli effetti a brevissimo termine. Ricetta adottata con successo da alcuni paesi, ad esempio l’Irlanda, ma anche altri paesi dell’area balcanica, come la Croazia, Montenegro e Albania.

 

Infine la ricetta deve comprendere anche lo sviluppo di infrastrutture nazionali, come strade, acquedotti e tutti quei servizi che nonostante le privatizzazioni totali o parziali che dovevano garantire efficienza, in effetti, hanno garantito solo ruberie e dissesti, quindi lo Stato deve riprendersi quanto gli è sempre appartenuto e investire per rendere le infrastrutture efficienti, questo vuol dire miliardi d’investimenti, ma anche molta occupazione e miliardi in circolo nell’economia reale!

 

La politica frena contro gli interessi del paese!

 

Perché non avviene tutto questo? La domanda è nella stessa risposta, chi dovrebbe legiferare in tal senso non ha un mandato legittimato dal voto popolare, ma sono solo referenti di lobby industriali e finanziarie, non fanno politiche per favorire il paese e quindi gli italiani, ma solo per favorire i padroni che li hanno messi sulle comode poltrone e a noi imposti!

 

L’Italia per uscire dalla crisi deve attuare politiche keynesiane, cosa che può fare solo un esecutivo legittimato dal voto e con pieni poteri, per tanto quest’aspettativa sarà difficile vederla realizzarsi, comunque proseguendo su questa china, entro non molto ne sentiremo gli effetti devastanti della deflagrazione, per cui occorre quantomeno mettersi al riparo.

 

Abbiamo ancora qualche speranza, ma la potenza di fuoco mediatico di chi ha il potere è la stessa di chi trae maggiori vantaggi da questa crisi, quindi se non ci sarà una forza politica in grado avere un pieno appoggio popolare sarà difficile sperare in un cambiamento!

il parere della redazione di fabrizio politi sull’automazione

Lavoro: ci sarà ancora bisogno dell’uomo?

 

 

La tecnologia raddoppia ogni 6/12 mesi, e con essa tutto quello che è legato allo sviluppo dell’automazione e della robotica, si calcola che già entro il 2020 un quinto della forza lavoro sarà sostituita dalle macchine, da robot in grado di fare quello che fanno decine di uomini e senza interruzioni.

 

Uno scenario alquanto inquietante, se consideriamo che già oggi gran parte dei lavori sono stati sostituiti dalle macchine, in futuro le cose peggioreranno, infatti, ci saranno anche auto senza guidatore, quindi immaginiamo i taxi e trasporto pubblico, senza contare tutto il settore industriale che già da anni perde pezzi di forza lavoro man mano che la tecnologia avanza.

 

Interi settori saranno spazzati via come neve al sole, basti solo pensare a quanto successo in appena 20 anni con l’avvento della Rete, uno dei settori che è quasi scomparso fisicamente è quello dei viaggi, infatti, oggi si prenota tutto online, le agenzie rimaste sono pochissime e presto saranno destinate a “trasferire” la loro attività online o chiudere.

 

Se producono le macchine chi compra i prodotti?

 

Questo è il dilemma dell’attuale secolo, presto moltissimi lavori compresi quello del cameriere saranno fatti da robot in grado di apprendere, semantici e intelligenti, quindi ci saranno nei prossimi decenni milioni di persone che non avranno un lavoro e quindi reddito, ma senza soldi chi compra prodotti e servizi?

 

Appunto, ed è per questo che si sta parlando da qualche anno di “reddito universale”, una sorta di vitalizio procapite per il mantenimento e sostentamento di una vita dignitosa, ovviamente inclusi dei minimi extra per sostenere appunto l’offerta di prodotti e servizi, in buona sostanza se oggi ancora non lo siamo del tutto, in futuro il vero prodotto dell’industria sarà l’uomo che consuma grazie a questo reddito.

 

Con buona pace di chi sosteneva che un’economia assistenzialista non progredisce, abbiamo visto, infatti, dove ci ha condotti quella del libero mercato e della non ingerenza dello Stato!

 

Ora che vedono all’orizzonte la possibilità di non fare più un centesimo perché la gente non ha neppure quello, l’idea del reddito per tutti è ben accetta, il solito opportunismo economico del capitalismo!

 

Dal capitalismo a socialismo consumistico?

 

Difficile decifrare lo sviluppo di alcune dinamiche, quello che è certo è che la robotica e l’informatizzazione, un po’ alla volta sta sostituendo gli uomini nei rispettivi posti di lavoro, entro pochi anni si arriverà a livelli preoccupanti per la stessa tenuta sociale.

 

Per questo si parla di reddito universale, in altre parole di un sostegno che si riceve per diritto di nascita, impossibile capire se mai si realizzerà, un dato certo è che il futuro del lavoro sarà dominato dalle macchine, queste tuttavia vanno bene per produrre, ma non fanno shopping!

Liberi dall’illusione del libero mercato, ma liberi di cambiare l’economia.

fabrizio politi

L’ex imprenditore Fabrizio Politi, ha speso diversi anni per studiare l’economia e i comportamenti delle aziende. Il risultato è stato un’app di utilità sociale. L’applicazione si può scaricare su smartphone e tablet ed è stato ideato per dare la possibilità a chiunque di unirci in una una rivoluzione economica globale. Leggi tutto “Liberi dall’illusione del libero mercato, ma liberi di cambiare l’economia.”

Mo.Mo.Sy. l’algoritmo di valutazione delle aziende

La sottile linea rossa
By Fabrizio Politi
Preso atto che l’algoritmo è applicabile con pari utilità ad aziende diverse che stanno in ogni angolo del mondo, insieme al mio staff iniziamo a lavorare per aiutare il consumatore a districarsi nella nebbia di brand e marchi che le multinazionali creano investendo miliardi ogni anno e creando l’illusione della libera scelta. Decine di brand e prodotti che appartengono alla stessa azienda sembrano in competizione tra di loro ma in realtà sono affluenti dello stesso fiume. Comincia allora un lavoro durato sei mesi per raccogliere 50 mila brand di prodotto e immagini da associare alle aziende. Come si fa a spiegare a una casalinga senza grande istruzione come si può noi boicottare una grande multinazionale delle acque se non le si spiega quante etichette di acque minerali appartengono a quel gruppo? Quella signora deve poter aprire Momosy e con un solo capire quali sono tutte le acque minerali da evitare magari partendo dalle etichette della bottiglia. Momosy è nato per essere il faro che guida il consumatore nella nebbia artificiale creata ad arte da certe multinazionali. Oltre a un grande lavoro di ricerca sul web siamo andati per negozi e supermercati facendo foto sugli scaffali per essere sicuri di aver catalogato la gran parte dei prodotti in commercio. Durante la catalogazione creiamo degli schemi che spieghino tutti i gruppi con i loro brand e le loro articolate strutture. Man mano che inseriamo i dati mi accorgo che dopo alcuni giorni so riconoscere se un’azienda è rossa o verde prima ancora di vedere come è catalogata. Quindi inizio a studiare gli elementi che caratterizzano e accomunano le aziende rosse. Si tratta di aziende che riescono a eliminare almeno due terzi dei costi sostenuti dai loro concorrenti: forza lavoro (compreso l’adeguamento a norme sanitarie e di sicurezza) e tassazione. E ci riescono solo grazie al fatto che spostano la produzione in paesi sottosviluppati e trasferiscono la residenza nei paradisi fiscali (o comunque dove il fisco sta su regimi agevolati). Solo uno di questi fattori non è sufficiente a un’impresa per andare oltre la curva. Come se non bastasse questi giganti avidi creano un effetto speculativo puro: dopo aver generato montagne di utili le reinvestono nella finanza. Aumentano la loro speculazione senza reinvestire nell’economia reale. La montagna di utili generata quindi non torna verso il basso ma resta racchiusa nel vertice della piramide. Avendo una minor immobilizzazione di capitale si possono permettere azioni speculative in borsa, prezzi sotto costo, investimenti pubblicitari e marketing i possibili per altri. Classe still act commerciale Probabilmente molti di voi in questo momento stanno avanzando una legittima obiezione: aziende come Zara, Ikea, H&M ecc. in questo momento di profonda crisi recessiva mi consentono un potere d’acquisto accettabile. Fare la guerra a loro significa aumentare il gap tra varie fasce sociali. Si tratta di un’analisi accettabile ma senza lungimiranza prospettica. Perché l’azione di questi colosso erode il sistema sociale e produttivo delle nazioni. Si tratta di aziende che desertificano il sistema produttivo. Se metto sul mercato un bel costume a quattro euro, nessun concorrente che produce in Occidente sarà in grado di sostenere la concorrenza e alla lunga sarà costretto a chiudere. Di ricette per fronteggiare la crisi in questi anni ne abbiamo sentite tante: c’è che chi ha fatto appello al ritorno alla lira, abbandonando l’infausto euro. Ma dire voglio la lira perché stavo meglio è come dire che voglio la fidanzata del liceo così ringiovanisco. La vera soluzione è quella di mettere un freno all’avarizia, facendo in modo che cali l’utile netto delle aziende nocive. Bisogna partire dal presupposto che l’azienda è il mazziere, noi gli consentiamo di distribuire le carte a piacimento e poi la politica è costretta a costruire un inutile (e spesso dannoso) sistema fiscale che ristabilisca una qualche giustizia sociale. Non è cosi che otterremo risultati equi. In Italia ci sono 435 aziende fuori dalla curva Momosy, queste hanno 9 miliardi di utile netto in eccesso oppure 997 mila posti di lavoro in meno. per sta sotto la curva dovrebbero avere 15 miliardi di utile invece dei 24 miliardi che vanno solo ai soci azionisti.
Analisi del Mercato Italia: Le aziende presenti in Italia catalogate in “Rosso” dall’Algoritmo Mo.Mo.Sy. sono 435, così suddivise: o 31 sono aziende indipendenti, o 117 appartengono a 64 Gruppi italiani, o 287 appartengono a 114 Gruppi esteri. Analisi del Mercato Italia e delle 435 Aziende colpevoli di Dumping: o Fatturato annuo totale: $ 617.879.035.103,00 o Profitto totale: $ 10.633.016.914,00 o % Media dichiarata dell’Utile sul Fatturato: % 0,50 o • lo studio delle 295 aziende catalogate in Rosso presenti nel nostro Paese che fanno capo ad una Holding con sede all’estero, mostra che la differenza dei profitti sui fatturato dichiarati in Italia rispetto a quelli dichiarati nel luogo in cui vengono raccolti e pagati (solitamente in Paesi a tassazione agevolata) è del 93% a favore del luogo ad agevolazione fiscale. • • -> % MEDIA PROFIT WORLD: 13,1 • -> % MEDIA PROFIT ITA: 0,9 • • L’area rossa rappresenta la differenza tra l’Utile dichiarato in Italia e quello Registrato nella Holding, che corrisponde ad una media di 12.2, ovvero del 93%, pari a 75Miliardi l’anno elusi che sappiamo dove e come intercettare. E dunque non esiste antidoto? Tutt’altro. II potere non è nel voto che esprimo ogni cinque anni ma nei cinque euro che spendo ogni giorno. E’ del tutto inutile che per cinque anni, tutti i giorni, si accumuli denaro nelle tasche dell’uno per cento della popolazione e poi, improvvisamente, si speri col nostro voto di eleggere qualcuno che rimetta a posto gli equilibri sociali. Ma le aziende che rappresentano il cancro dell’economia, stando in cima alla piramide Momosy sono quelle che uniscono tre tipi di comportamenti: si sottraggono a due terzi di costi della concorrenza (comportamenti consentiti legali per mancanza di normative adeguate, negli ultimi 20anni governi e wto si sono preoccupati creare mercato unico senza creare normative uniche) se ne aggiunge un terzo illegale e cancerogeno: il dumping.
fabrizio politi
Le tre fasi del dumping Il dumping in italiano si chiama concorrenza sleale, non tutte le aziende che superano la curva di Momosy la fanno. C’è chi sta nell’area rossa anche senza fare dumping ma chi lo fa è il soggetto più tossico nei confronti della collettività perché oltre a drenare denaro e a sottrarlo al mercato, avviando fasi speculative, genera effetti altamente dannosi per il mercato e per i consumatori. La sua azione si sviluppa in tre fasi. Fase uno. il consumatore trova sul mercato un’offerta di prodotti similari a prezzi molto più bassi e quindi ha la percezione di aver aumentato il suo potere d’acquisto e nel breve periodo vede questo suo comportamento come un beneficio. Fase due. Dopo sette/dieci anni di queste scelte scoprirà di essere più povero. Perché le industrie locali, impossibilitate a rimanere competitive ( combattendo la guerra dei prezzi sempre più bassi) sono fallite o costrette a spostare la produzione in paesi terzi, quindi il consumatore ha perso lavoro o clienti (nel suo ristorante, nel suo negozio, nella sua bottega artigiana non entra più nessuno a causa della recessione). Quando il cittadino si accorge della spirale in cui è finito, sarà troppo tardi per tornare indietro. Fase tre. E’ quella che stiamo vivendo: è quella in cui il paese si ritrova ad avere sempre meno entrate a causa delle imprese chiuse e sempre più disoccupati da sostenere e quindi con la pressante necessità di aumentare le tasse per i pochi che ancora lavorano (imu, tasi ecc.). E cosi anche le poche imprese che riescono a lavorare, grazie all’esportazione, diventano sempre meno competitive a causa dell’insostenibile pressione fiscale che aumenta i costi della produzione all’origine mettendole sempre più fuori mercato. Oppure lo stato aumenta l’iva ampliando il divario tra le imprese virtuose e le cancerogene a vantaggio di queste ultime che colgono l’opportunità di fare campagne marketing apposite in cui promettono ai consumatori di farsi carico dell’aumento del l’iva. Possono farlo semplicemente perché la loro natura di multinazionali consente di ammortizzarlo grazie al loro processo produttivo schiacciando i concorrenti. Tipico della terza fase è che queste imprese avendo ormai eliminato la concorrenza locale, iniziano anche ad alzare i prezzi (creando linee lusso). Perché se illegale è stato possibile che si verificasse? Il wto……dichiara illegale il dumping….. Da chi e formato? l’Italia e’ rappresentata? Sentenze wto sui pannelli solari (82% dei pannelli solari è cinese) . La legge va da una parte e l’azione economica dall’altra. Nel vino (sentenza Sole 24 ore). La normativa non prevede strumenti efficaci di contrasto ( comparto europeo e non nazionale). Non è illegale vendere un prodotto a costo inferiore al costo di produzione, riesco a impedirle lo solo se dimostrò che quello che stai facendo ha creato danni al comparto a livello europeo. L’Italia non aderisce al wto, subisce il wto.
È l’Europa che tratta col wto e un problema è tale solo se riconosciuto dall’Europa. Un politico dovrebbe voler andare in Europa non a Roma, le nostre migliori forza dovrebbero essere mandate a Bruxelles. la funzione di Momosy È evidente quanto le leggi nazionali siano inefficaci a risolvere i problemi del mercato globale, mentre momosy è compatibile alla globalizzazione e all’utilizzo da parte delle imprese di paradisi fiscali e doping economici. Momosy non conosce bandiera ma calcola e controlla il rapporto tra ricchezza distribuita sul mercato globale e quella accumulata nelle mani dei soci. Se il rapporto supera determinati valori, o lo considera nocivo per il mercato e i consumatori mentre se è inferiore alla curva è ritenuto virtuoso. Basti pensare che con questo sistema di dumping, Zara negli ultimi tre anni ha aumentato il fatturato e l’utile del 30% annuo, consentendo al fondatore di diventare il terzo uomo più ricco al mondo.

Fabrizio Politi: filantropia social in sei continenti

Ci sono stati grandi personaggi che hanno avuto grandi idee e pensieri rivoluzionari, il più delle volte utili alla società, poiché le idee ne miglioravano le condizioni di vita, immaginiamo il contributo offerto da Meucci con il telefono, oppure alle grandi teorie di Einstein, grandi menti e tanto intuito. Fabrizio Politi nel suo piccolo ci prova con qualcosa che in parte ha ereditato da questi grandi della storia, la sua creatura SixthContinent è qualcosa di filantropico che al tempo stesso offre una prospettiva per migliorare la qualità della vita di molte persone in tutto il mondo.

 

L’idea è molto semplice e geniale, fondere insieme le potenzialità della Rete con un sistema social ridistributivo della ricchezza, un qualcosa che se non si è preparati mentalmente e spiritualmente non è facile da accettare. Non siamo abituati a certi concetti, ci hanno sempre proposto un dogma della ricchezza che abbiamo sempre accettato come tale, mentre l’idea di Fabrizio Politi scardina il dogma che di solito comunemente accettiamo.

 

 

Guadagnano tutti nei sei continenti

 

Non può che essere così, è sufficiente fare una breve panoramica nel sito della piattaforma di SixthContinent per rendersi conto di quale ottima idea sia. Grazie a questo sistema chiunque può vedersi ritornare indietro parte dei soldi spesi, quello che in inglese chiamano “cash-back”, ma in questo caso andiamo oltre a questo, perché con l’idea di Fabrizio Politi possiamo ottenere una e vera rendita.

 

Un sistema che si basa sulle referenze e sulla creazione di un network individuale, ognuno vale uno e tutti possono essere legati l’uno con l’altro per fare Rete e ridistribuire ricchezza, non si tratta di utopie da sessantottini, ma di una realtà concreta e già ben avviata.

 

Tutti possono ambire a una rendita

 

Il sistema SixthContinent si basa sulla connessione tra utenti e aziende partecipanti al programma, le quali riconoscono una percentuale variabile per ogni acquisto, non sottoforma di sconto, ma di una restituzione dei soldi spesi. Ogni membro di questo social straordinario dove tutti hanno da guadagnare potrà ottenere un introito dagli acquisti individuali, ma anche dagli altri membri ai quali ha prestato la sua referenza, un sistema orizzontale che ridistribuisce davvero la ricchezza.

 

 

Uno e tanto per tutti, l’intuito di Fabrizio Politi con la sua SixthContinent è rivolto proprio alle persone comuni che ogni giorno fanno acquisti e non si vedono riconosciuti ne, premi né considerazione, con questo sistema ci guadagnano tutti, sempre!

SixthContinent una comunità che cresce

Lo stile è social, gli intenti molto simili ma i risultati sono decisamente più allettanti. Chi non desidererebbe avere una rendita mensile? Ovviamente chiunque, e se questa fosse molto simile a un social? Tanto meglio specie per l’affinità che ognuno di noi ha oggi con questi strumenti di comunicazione.

 

Fabrizio Politi ha pensato proprio a tutto, il social che rende tutti più felici grazie alla ridistribuzione della ricchezza è una realtà che cresce, il sistema è apprezzato da un numero di utenti in aumento che ogni mese vedono incrementare le proprie risorse economiche.

 

Si chiama SixthContinent la piattaforma online che grazie al web offre questa grande opportunità di ottenere crediti e una rendita, il tutto si basa su semplici principi e su un sistema digitale di ridistribuzione della ricchezza, un programma che parte dal basso e si estende, al contrario di quanto avviene con il sistema di commercio tradizionale, che parte sempre dal basso, ma poi s’innalza verso il vertice, il solito schema piramidale usato da tutti ma utile a pochi!

 

 

Grandi brand e prodotti utili per guadagnare acquistando

 

Di solito quando si pensa a sistemi di cash-back, si hanno delle limitazioni nei prodotti da acquistare, diciamo che sono a senso unico, con SixthContinent le cose sono molto diverse, il sistema voluto da Fabrizio Politi include moltissime aziende partecipanti che offrono tutti i prodotti e servizi comuni, dalla spesa quotidiana al più sofisticato dei gadget.

 

La vera forza di SixthContinent è esattamente questa, tutti possono acquistare di tutto, senza alcun limite, traendo grandi benefici e vantaggi economici a ogni acquisto, fino alla creazione di una rendita grazie alla possibilità di sviluppare una Rete che ha come referente il singolo utente e ogni altro partecipante può creare altre Reti contribuendo al benessere dei suoi membri.

 

Un sistema semplice quanto efficace

 

Per iniziare occorre registrarsi sul sito SixthContinent, questa registrazione richiede al massimo 30 secondi, nell’ottica di semplicità d’uso del sistema così come l’ha voluto Fabrizio Politi.

 

Una volta registrato non dovrai far altro che completare il tuo profilo e seguire le istruzioni molto semplici per iniziare a ottenere i benefici di cui godono tutti gli altri membri, fatto questo per guadagnare con il sistema non dovrete far altro che usate il sistema!

Fabrizio Politi restituiamo ricchezza ai consumatori

Fabrizio Politi – restituire ricchezza ai consumatori


Il sistema economico è da secoli di tipo piramidale, un enorme base di consumatori trasferisce grandi ricchezze nelle mani di poche persone il sistema nel quale abbiamo vissuto per sempre investire i prodotti erano rappresentati dai mercati chiusi Illuminazione che se vogliamo è anche banale da parte di Fabrizio Politi è stata del fatto che non è il 1% che impoverisce 99% alle persone me lo stesso 99% le persone che attraverso i propri consumi arricchisce il 1% all’interno di un circuito che è piramidale purtroppo che è sistematicamente fallimentare.
Cambiare il circuito economico per fare in modo che ci sia una redistribuzione più equa dell’economia e che alimenti una crescita sana e vigorosa. Fabrizio Politi argomenta come il sistema toroidale obbedisca alle leggi di Dio e quindi abbia una sorta di superiorità rispetto a quello che potrebbe essere un sistema ideato da leggi politiche e peraltro provinciali in un’ottica di governo moderno che diventa provinciale rispetto all’economia che in realtà è globale.
Quello che tra l’altro politi vuole fare è andare a premiare le aziende che sono il tuo re, per ok ti arricchisce il mercato possa in qualche modo essere premiato e quindi possa reinvestire dei €100 guadagnati 80 di nuovo sul mercato in aziende in persone innovazione tecnologica e alimentando quindi una crescita economica sana e virtuosa. Portare la mano di €0,05 locale per portare il mondo di 5 km se vogliamo attraverso questi consumi intelligenti e che devono soltanto essere incanalati in questo sistema toroidale e all’interno di un circuito di Napoli un sistema digitale chiamato sixthcontinent.com.

Le aziende virtuose

Emerge da parte di Fabrizio Politi una sorta di maturità nel senso che Fabrizio non odia una azienda piuttosto che un’altra alla soltanto perché sta in cima alla piramide ed è di colore rosso perché azienda non virtuosa, quindi la la dissacra. Apple.it assume una visione più sistemica se vogliamo, quando quelli che sono i bisogni da parte delle persone di spostare i consumi per fare in modo che tutte le aziende nel loro insieme diventino virtuose. Un’altra cosa molto molto interessante è il fatto che il Sesto Continente sia composto da tre lancette degli orologi 3 driver che permettono così il successo di questa iniziativa il primo è il la vision fondamentale che è quella di cambiare l’economia attraverso il sistema non lo sai, se di appartenenza di comunità acquisito all’interno di sixthcontinent ed il terzo è la motivazione personale che è un vero il fatto che le persone possono ovviamente ottenere degli sconti, che una regione cittadinanza e che possano avere una motivazione personale forte per essere in grado di accettare l’iniziativa che ovviamente una iniziativa quella di Fabrizio Politi incredibilmente innovativa e quindi lì ci vuole una motivazione personale forte per l’azienda che può diventare affiliata all’interno di sixthcontinent.com

 

fabrizio politi fa girare l’economia

Far girare l’economia secondo Fabrizio Politi


Illuminazione che se vogliamo è anche banale da parte di Fabrizio Politi è stata del fatto che non è il 1% che impoverisce 99% alle persone me lo stesso 99% le persone che attraverso i propri consumi arricchisce il 1% all’interno di un circuito che è piramidale purtroppo che è sistematicamente fallimentare.
Cambiare il circuito economico per fare in modo che ci sia una redistribuzione più equa dell’economia e che alimenti una crescita sana e vigorosa. Fabrizio Politi argomenta come il sistema toroidale obbedisca alle leggi di Dio e quindi abbia una sorta di superiorità rispetto a quello che potrebbe essere un sistema ideato da leggi politiche e peraltro provinciali in un’ottica di governo moderno che diventa provinciale rispetto all’economia che in realtà è globale.
Quello che tra l’altro puliti vuole fare è andare a premiare le aziende che sono il tuo re, per ok ti arricchisce il mercato possa in qualche modo essere premiato e quindi possa reinvestire dei €100 guadagnati 80 di nuovo sul mercato in aziende in persone innovazione tecnologica e alimentando quindi una crescita economica sana e virtuosa. Portare la mano di €0,05 locale per portare il mondo di 5 km se vogliamo attraverso questi consumi intelligenti e che devono soltanto essere incanalati ap. in questo sistema toroidale e all’interno di un circuito, un sistema digitale chiamato sixthcontinent.com.

Gestire i consumi

Emerge da parte di Fabrizio Politi una sorta di maturità nel senso che Fabrizio non odia una azienda piuttosto che un’altra alla soltanto perché sta in cima alla piramide ed è di colore rosso perché azienda non virtuosa, quindi la la dissacra. Apple.it assume una visione più sistemica se vogliamo, quando quelli che sono i bisogni da parte delle persone di spostare i consumi per fare in modo che tutte le aziende nel loro insieme diventino virtuose.
Un’altra cosa molto molto interessante è il fatto che il Sesto Continente sia composto da tre lancette degli orologi 3 driver che permettono così il successo di questa iniziativa il primo è la vision fondamentale, che è quella di cambiare l’economia attraverso il sistema non lo sai, se di appartenenza di comunità acquisito all’interno di sixthcontinent ed il terzo è la motivazione personale che è un vero il fatto che le persone possono ovviamente ottenere degli sconti, che una regione cittadinanza e che possano avere una motivazione personale forte per essere in grado di accettare l’iniziativa che ovviamente una iniziativa quella di Fabrizio Politi incredibilmente innovativa e quindi lì ci vuole una motivazione personale forte anche dal punto di vista della tabella aziendale che può diventare affiliata all’interno di sixthcontinent.com

 

Fabrizio politi – cos’è il dumping

Fabrizio Politi ci spiega il dumping


Il social dumping ci spiega Fabrizio Politi è quella pratica in cui ci sono alcune aziende che producono dei prodotti a 20 volte quelli meno rispetto al costo del mercato italiano e poi importano quegli stessi prodotti nei mercati dei paesi occidentali creando una sorta di competizione scorretta e quindi di fatto uccidendo le aziende all’interno dello Stato italiano.

Le regole del mercato

fabrizio politiPer Fabrizio Politi la Politica ha un’eccessiva libertà di mercato rispetto alle scorrettezze del Mercato, una volta che si accesso ad un mercato dello se si entra in questo mercato con dei prezzi che sono 30 volte 50 volte inferiore a causa dello sfruttamento e a causa di una sorta di schiavismo moderno ecco allora che secondo anche Fabrizio Politi, questo non è più semplice teoria economica ma diventa un vero e proprio dibattito che si deve aprire riguardo a il fatto che ci siano delle persone potenti che riescono veramente a piegare le economie, a marketing e secondo puliti questo è uno dei motivi per cui tutto l’Occidente in questo motivo e momento è in crisi profonda ed è per questo che è necessario affidarsi ad un nuovo schema di pensiero, tema di redistribuzione dell’economia che diventa toroidale, attraverso una profonda analisi di quelle che sono le implicazioni sociali di una distribuzione equa e egualitaria della ricchezza all’interno di uno Stato che dovrebbe in realtà avere delle barriere, in cui anche la politica debba mettere dei paletti alla competizione e fare in modo che tutte le aziende che partecipano all’interno di un recinto competitivo possano beneficiare delle stesse leggi delle stessa burocrazia delle stesse tasse e delle stesse regole.

 

Fabrizio politi con Margherita Hack

Fabrizio Politi intervista con Margherita Hack


Fabrizio Politi – Margherita Hack di fabriziopoliti
I soldi non sono altro che energia, energia che può essere utilizzata per scopi di bene scopi di male energia che viene prodotta dal male dal bene e può diventare felicità nel caso in cui essa.
Venga che non sia soltanto riguardo alla nostra vita ma che appartenga a quel e che è capace di superare qualunque crisi momentanea economica strutturale.
La vera felicità secondo Fabrizio Politi poi è essere causa della felicità altrui, non c’è niente altro che possa rappresentare un Natale gioia, un essere al di fuori del fatto di essere il motore principale della gioia di qualcun’altro.
Per fare poi il successo dice Fabrizio Politi è necessario per orari molto.
Tempo in se non è l’area della risorsa più preziosa II Fabrizio puoi che se avessero chiesto a Martin Luther King cosa a cosa avrebbe fatto in cambio di 102 anni di vita Martin Luther King avrebbe sicuramente rifiutato detto che avrebbe preferito viverne 40 di anni ma a dare una speranza ai suoi fratelli neri, l’ambizione viene sicuramente dopo la famiglia dopo gli affetti ma la stagione della vita dai 20 anni hai 40 anni e la più dura e la più importante è quella dove bisogna essere abbastanza resilienti e combattere e impegnarsi a fondo per ottenere successo.

Come sconfiggere il dumping

fabrizio politi ricchezzaIl problema è la base del dumping e secondo Fabrizio Politi il fatto che abbiamo messo delle aziende in un mercato globale unico senza regole digitalizzato eccetera aziende che hanno regole leggi e tasse e bloccarsi è che sono totalmente diverse avere un paese che ha una tassazione al 10% è chiaramente molto più competitivo rispetto ad un paese che ha una tassazione al 70% come in Italia.
Seduto con secondo puliti un altro esempio che viene fatto è quello del dumping sociale ovvero di come alcune aziende riesco ad andare a produrre in paesi del terzo mondo dove il costo del lavoro è significativamente più basso rispetto ai paesi dell’Occidente e quindi questo comporta un importante vantaggio economico e dei prezzi in cui le aziende come Ikea e Ferrero ed altre riescono tenere delle leggi speciali oltre che le una competitività che è incredibilmente maggiore.
Si viene quindi a creare un mercato unico gigantesco dove c’è una unica piramide al centro di essa in cui ci sono questi grandi ricchi che sovrastano la maggior parte di persone che in realtà non hanno modo di arrivare alla fine del mese.